L'ARTE DELLA PESCA

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 STAGIONI DELLE TROTE IN LAGO

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(Admin) peter
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MessaggioTitolo: STAGIONI DELLE TROTE IN LAGO   Sab Ago 25, 2007 10:40 am

TROTA IRIDEA -COMPORTAMENTO INVERNALE-

Le ore di sole si riducono progressivamente, i raggi sono sempre meno intensi e caldi. Il freddo si fa veramente pungente. La temperatura dell'acqua ha perso il calore che aveva accumulato durante l'estate, e all'esterno resta più giorni sotto lo zero. Cala la nebbia fitta soprattutto sui laghetti in pianura, con i pochi raggi che non riuscendo più ad attraversarla rendendo le giornate ancora più cupe di quanto siano. Le piccole insenature si coprono di uno strato di ghiaccio. La natura si addormenta.

Con l'arrivo dell'Inverno per le trote si prospetta il periodo peggiore che metterà a dura prova le loro doti di sopravvivenza. Il periodo peggiore perché contemporaneamente avvengono due fattori che da soli sarebbero più che sufficienti per stressare i pesci. Infatti troviamo il problema della riproduzione, con tutti i sui rituali e risvolti che sfruttano molto la trota fisicamente e, il periodo invernale, dove la mancanza di cibo si aggiunge al radicale abbassamento delle temperature rendendo il metabolismo assai lento, di un animale che è a sangue freddo.
A questo punto ai pesci, per sopravvivere in condizioni accettabili, non resta altro che comportarsi ed adattarsi nel meglio che si può, portandosi in varie posizioni a seconda della conformazione del lago e a quanto siano rigide le temperature.


  • Con temperature invernali dolci, cioè non troppo rigide e con giornate soleggiate che riscaldano lievemente l'acqua, le trote continuano i rituali della riproduzione portandosi a contatto della superficie e delle rive. Questo comportamento, viene spiegato dal fatto che la trota, almeno di giorno, posizionandosi in superficie anticipa ciò che succede in primavera, cioè si riscalda ai raggi del flaccido sole. Sempre con queste condizioni i pesci si radunano in grossi branchi, che vedrete "passeggiare" su e giù per la riva, rincorrendosi lentamente l'una con l'altra per cercare il partner che sia disposto e pronto alla riproduzione. Inoltre, il periodo della frega può continuare in maniera irregolare per tutto l'inverno a seconda delle trote che vengono immesse, per cui nei bassi fondali di ghiaia che costituiscono l'ambiente adatto per la deposizione i pesci trovano facilmente la ghiotta pastura naturale costituita dalle loro stesse uova.




  • Con temperature invernali basse e pungenti, con nebbia bassa e ghiaccio sulla riva, le trote si portano a stretto contatto con il fondo, nei pressi delle rive più basse e riparate dall'azione del vento gelido, che corrisponde di solito alle anse e agli angoli più stretti del lago dove il fondale digrada dolcemente. C'è un motivo ben preciso alla base di questo comportamento: l'acqua a quattro gradi raggiunge la massima densità e precipita sul fondo essendo più pesante. Dato che, in questa stagione la temperatura media del lago alle altre profondità difficilmente supera i quattro gradi, le trote non possono far altro che accontentarsi di questa situazione.



Azione di pesca
In inverno, qualsiasi condizione che si trovi, generalmente l'azione di pesca deve essere molto lenta sul fondo, spesso nell'immediato sottoriva o, più frequentemente, lungo il gradino che precede il salto di profondità a una decina di metri dalla sponda.
La tecnica migliore, quindi, è quella del saltarello con canne molto leggere e striscini in grado di lavorare sul fondo a picco, lentissimi scatti che mantengono l'esca il più vicino alle trote per convincerle ad abboccare.
Un particolare importante, in questo periodo, è l'uso della pallina di polistirolo per tenere l'esca sollevata di qualche centimetro e renderla ben visibile alle trote. L'azione di pesca deve essere molto lenta anche perchè la bassa temperatura dell'acqua rallenta le funzioni vitali della trota, soprattutto il processo digestivo e, di conseguenza, la sua predisposizione nei confronti dell'esca.







Fig.1.1

Come vediamo, la posizione del pesce varia a seconda delle temperature. Con condizioni mediofredde le trote si avvicinano molto alle rive , invece con freddo pungente si portano sempre più a contatto del fondo
TROTA IRIDEA -COMPORTAMENTO PRIMAVERILE-

Le giornate si allungano progressivamente, i raggi del sole sono sempre più intensi e caldi, non arrivano più bassi come d'inverno e l'acqua incomincia a riscaldarsi proprio a partire dalla superficie. Inoltre, una leggera brezza increspa quasi sempre il pelo dell'acqua assicurando valori ottimali di ossigenazione. La natura si risveglia, con schiuse di insetti sia acquatici che terrestri.

La primavera è la stagione in cui, più di tutte, è facile fare buone e abbondanti catture, infatti, terminata la fase della riproduzione, la trota sfiancata ed affamata, ricomincia a cercare freneticamente il cibo, portandosi più in superficie, facilitata anche dalla temperatura ottimale dell'acqua.

Occorre però, prestare grande attenzione a tutti i possibili segnali di attività delle trote sul pelo dell'acqua. Infatti non è facile come in autunno, quando le trote si trovano in superficie e il vento è per lo più assente, la superficie è increspata rendendo meno visibile la presenza dei pesci.

I branchi possono trovarsi ovunque, non solo a centro lago Fig.1.1(posizione tipica della trota in primavera), ma anche a poche decine di metri dalla riva o addirittura ancora in profondità. Dipende sempre dalla temperatura dell'acqua e dalle condizioni atmosferiche primaverili, cioè con una stagione che si mantiene fredda, troveremo i pesci in posizioni tipicamente invernali, con temperature invece calde da molte settimane il comportamento delle trote tenderà a diventare estivo, (cioè le troveremo al centro del lago con la tendenza a scendere sul fondo).



Molto è legato anche all'azione del vento "Vedi La Regola del Vento" e, in genere, vale la regola che le trote si trovano più facilmente davanti alla riva situata contro vento, a una distanza dalla sponda minore quanto maggiore è la forza dell'aria.

Se la giornata è tranquilla e soleggiata, con temperature medioalte, sarà bene cercare la trota nei punti in cui la superficie dell'acqua appare leggermente increspata. Poiché l'azione di pesca avviene principalmente a galla, infatti, la leggera brezza riesce a confondere il tonfo e la vistosa presenza del galleggiante piombato che spesso non fanno altro che far spaventare le trote, rendendo i pesci meno guardinghi e più disponibili ad abboccare.
Con l'arrivo dei primi caldi, di solito verso il mese di maggio, le trote incominciano a spostarsi verso il fondo, pronte però a risalire se intervengono condizioni particolari come brezze rinfrescanti e temporali, che raffreddando la superficie del lago, riportano alti i livelli di ossigenazione e trasportano con se molti insetti.





Fig.1.1 Il pesce si dispone in superficie riscaldandosi al sole dopo le fredde giornate invernali. Oltretutto potranno confidare negli insetti portati dal vento e nel livello di ossigenazione al massimo.

Azione di pesca
l'azione di pesca, dato che deve seguire il comportamento del pesce, varierà a seconda del variare della stagione, della posizione delle trote e dalla conformazione del laghetto. Quindi è buona cosa munirsi sempre, ed uscire da casa, con tutta l'attrezzatura (soprattutto se non si conosce il laghetto) così da trovarsi pronti a tutte le evenienze. Canne da saltarello, bombarde affondanti, bombarde galleggianti, ecc..
Per chi non volesse, o non potrebbe, o semplicemente non ha voglia di "correre dietro agli screzi" delle trote, consigliamo la classica tecnica a striscio con lo sbirulino da 10/20 gr che è la più adatta a sondare gli strati intermedi e non impedisce di pescare anche in superficie con un recupero piuttosto veloce a canna alta, confidando nel fatto che in questo periodo le trote si dimostrano particolarmente aggressive e disposte a inseguire anche un boccone che procede a discrete veloci.

TROTA IRIDEA -COMPORTAMENTO ESTIVO-
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